UN INTERESSANTE CONVEGNO SULLA VAL POLCEVERA

 

Domenica trentuno luglio si tiene ad Isoverde (Ge) – a partire dalle ore 16:00, presso il teatro parrocchiale – un convegno, organizzato dal locale comitato No Tav-Terzo Valico, dal titolo: “Incontro sulla storia di una valle. La nostra valle”.

L’intento è quello di ricostruire l’ultimo secolo e mezzo di vita della val Polcevera, passata, nel tempo, dall’essere zona residenziale per i ricchi – che qui a metà dell’ottocento avevano edificato le loro ville di campagna – a distretto manifaturiero, ad area di mero passaggio.

Ad aprire l’incontro, che viene moderato dal bravo giornalista Mauro Ravarino – autore del libro “Terzo valico. L’altra TAV” – è un filmato che mostra i disastri, naturali o meno, che hanno colpito il territorio negli ultimi anni, ed il degrado nel quale versa molta parte di esso.

A seguire tocca ai due interventi più esaustivi della giornata: Gianni Alioti si sofferma su “Storia, evoluzione demografica, e trasformazione industriale dal dopoguerra ad oggi”, mentre il dottor Valerio Gennaro si occupa di “Rischi per la salute in una valle altamente inquinata”.

Al termine dell’esposizione del rappresentante dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, ha luogo una pausa di circa trenta minuti: al termine di questa, la parola passa al Ravarino che illustra a larghe linee gli accadimenti della storia del ‘gigante invisibile’, ed il metodo di lavoro da lui adottato nello scrivere il libro sopra richiamato.

Il successivo intervento è quello di Mauro Solari, del cordinamento dei comitati No Gronda: questi si concentra  sul tema: “La Gronda: contraddizioni, criticità, e devastazioni annunciate”, dimostrando quali danni continuano a fare le amministrazioni locali che “si ammantano della bandiera rossa, ma solo per fare meglio i propri porci comodi”.

Non poteva mancare, subito appresso, il contributo di Stefano, del comitato spontaneo Borzoli-Fegino, che ragguaglia gli intervenuti su ciò che è accaduto il diciassette aprile, con il disastro provocato dalla rottura di un tubo della raffineria Iplom ed il conseguente sversamento di petrolio nel torrente Fegino e poi nel Polcevera.

La parte più interessante della sua esposizione riguarda i “ringraziamenti al sindaco” – il Markese Doria – per aver disatteso le promesse, in particolare quella di consegnare al più presto copia dell’esame epidemiologico sulla popolazione, fatte agli abitanti del quartiere in occasione della sua visita avvenuta il giorno successivo ai fatti.

L’ultima relazione viene affidata a Lorenzo, del comitato No Tav-TerzoValico della val Verde che spiega – anche attraverso l’uso di diapositive, come peraltro hanno fatto tutti i relatori – quali siano state le devastazioni che hanno interessato il territorio negli ultimi anni.

In particolare fa riferimento alle cave le cui dimensioni sono cresciute a dismisura dall’inizio dei lavori per la tratta ferroviaria ad alta velocità/alta capacità, arrivando in circa quattro anni a sbancare letteralmente i fianchi di montagne che prima erano l’orgoglio di questa valle, ed ora ne sono il simbolo del degrado.

Per concludere, prima di lasciar spazio ad un video che esalta – a differenza di quello proiettato all’inizio dei lavori – le bellezze della valle, Franco Morri legge un tema scritto apposta per questa giornata, nel quale si dimostra che non sempre il presunto ‘progresso’ è in realtà un avanzamento nella qualità della vita della gente.

 

Genova, 1° agosto 2016

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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